Ganjitsu - 元日 - Primo dell'anno

Dal 1873 i giapponesi ogni anno celebrano il Capodanno Ganjitsu - 元日 - il primo giorno di gennaio, seguendo il calendario gregoriano che fu adottato dal Giappone proprio in quell'anno (5 anni dopo la Restaurazione Meiji), stabilendo così ufficialmente nella data del primo gennaio l'inizio dell'anno. Prima del 1873, il periodo del Capodanno giapponese Shougatsu - 正月- si basava sul calendario lunare cinese e quindi celebrato all'inizio della primavera, come avviene ancora oggi in Cina, Corea e Vietnam.
Questa ricorrenza, in Giappone, è considerata come la festa per antonomasia, la più importante dell'anno, poiché segna il passaggio fra l'anno passato è quello futuro; dal 1948 è festività nazionale.
Ricca di segni di buon auspicio è da secoli festeggiata attraverso dei propri ed unici costumi.

Generalmente ci si riferisce a Shogatsu come ai primi 3-7 giorni di gennaio. Durante il periodo precedente, dal 28-29 dicembre circa, i giapponesi si preparano al Capodanno, e poiché tutti i preparativi devono essere fatti entro l'ultimo dell'anno, per facilitare il riavvicinamento delle famiglie, tutti i negozi e gli uffici chiudono e seguono tre giorni di vacanza chiamati Shougatsu Sanganichi durante i quali a lavorare sono solo gli addetti ai servizi primari (ospedali, trasporti, etc.). In questi giorni la casa viene pulita da cima a fondo susuharai per eliminare tutte le impurità fisiche e spirituali del passato e l'ingresso viene addobbato con rami di pino da entrambi i lati kadomatsu. Inoltre, si appende una corda di paglia ornata con striscioline di carta colorata shimenawa, monito per gli spiriti maligni che tentano di entrare in casa.
In questi giorni le strade brulicano di gente e di decorazioni, oltre ai rami di pino e alle corde scaccia spiriti si possono vedere fusti di bambù e rami di prugno.
I santuari e i templi vengono ripuliti, decorati a festa e molta gente vi si reca per pregare vestita di tutto punto, spesso sfoggiando il miglior kinomo della casa.

Celebrare il nuovo anno in Giappone significa anche prestare molta attenzione alle prime cose che si fanno a Capodanno.
HATSUHINODE -初日の出- la prima alba dell'anno. Prima del sorgere dell'alba il primo gennaio, i giapponesi, spesso si recano lungo la costa oppure salgono in montagna per ammirare la prima alba dell'anno.
HATSUMOUDE -初詣- prima visita ad un santuario o tempio. Molta gente visita i santuari dopo la mezzanotte del 31 dicembre oppure durante la giornata del primo gennaio.
Altre "prime" cose dell'anno importanti possono essere: shigoto-hajime -仕事始め- il primo lavoro dell'anno, keiko-hajime -稽古始め- le prime prove dell'anno, hatsugama -釜- la prima cerimonia del te, e hatsu-uri il primo shopping dell'anno.

Inoltre, come per tutte le feste esistono dei giochi, delle usanze e dei cibi tradizionali.

Cibi tradizionali
I giapponesi durante le celebrazioni del nuovo anno mangiano dei piatti speciali chiamati osechi-ryouri - 御節料理 o お節料理. Questi piatti sono a base di alghe (kombu 昆布), torte di pesce (kamaboko 蒲鉾), purè di patate dolci con castagne (kurikinton 栗きんとん), radici di bardana bollite (kinpiragobo 金平牛蒡), fagioli di soia neri dolci (Kuro-mame 黒豆).
Molti di questi piatti sono dolci, acidi o secchi, così non deperiscono anche fuori dal congelatore, poiché sono piatti tradizionali la cui origine è molto antica. Esistono molte versione di osechi, che variano dalla regione di provenienza. Un altro piatto popolare è una zuppa ozouni -お雑煮- con omochi -お餅- ed altri ingredienti che variano, come per gli osechi, da regione a regione. Oggi, oltre a questi piatti tradizionali spesso si mangiano sashimi e sushi. Il settimo giorno di gennaio, detto jinjitsu -人日-, per far riposare lo stomaco, dopo gli eccessi dei giorni precedenti, viene preparata una minestra di riso detta delle sette erbe (nanakusa-gayu 七草粥).

Cartoline
La fine di dicembre e l'inizio di gennaio corrispondono al periodo più impegnativo per le poste giapponesi, poiché è tradizione inviare cartoline di buon anno nengajou -年賀状- ad amici e parenti. Usanza che ricorda molto quella occidentale di inviare ai propri cari auguri di buon Natale.
L'invio delle cartoline viene effettuato fra la metà di dicembre e l'ultima settimana del mese in modo che queste giungano ai destinatari per il Capodanno. Inoltre, le poste giapponesi garantiscono la consegna delle cartoline per il primo di gennaio se queste sono contrassegnate con la parola nengajou.
Generalmente se un famiglia durante l'anno ha avuto un lutto non spedisce cartoline di buon anno ma una semplice cartolina per avvertire amici e parenti che non spedirà nengajou per rispetto del defunto.
Esistono varie tipologie di cartoline di auguri di buon anno, si va da le cartoline prestampate, molto diffuse sono quelle con i segni zodiacali cinesi o con gli auguri convenzionali, ma su tutte le cartoline c'è dello spazio libero per un messaggio personale. Per i più fantasiosi invece esistono cartoline bianche da poter riempire a piacimento con frasi o disegni.
In Giappone la tradizione delle nengajou è molto sentita e continua a rimanere molto popolare nonostante l'avvento delle email.
Frasi convenzionali delle Nengajou:

Otoshidama
A Capodanno i giapponesi, tradizionalmente, donano ai bambini dei soldi. Questa usanza è conosciuta come otoshidama -お年玉- che potremmo tradurre come "lotteria" .  I soldi vengono riposti in una piccola busta decorata chimata bukuro -袋- (sacchetto). La quantità di soldi donata ai bambini dipende dall'età ma generalmente è la medesima se ci sono più di un bambino nella stessa famiglia, per non fare differenze.
Durante il periodo Edo i grandi magazzini e le famiglie benestanti regalavano una piccola borsa contenente mochi e mandarini per rallegrare e diffondere un po' di felicità ai bimbi poveri.

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